Il sindaco

Finalmente il Mercato

L’apertura del nuovo mercato dei fiori è un evento epocale per Terlizzi.
La cattedrale nel deserto, l’opera incompiuta che alcuni avrebbero voluto abbandonare, la mega-struttura che tanti altri avrebbero voluto adibire ad altro (contenitore per grandi eventi sportivi e spettacoli), finalmente comincia ad essere utilizzato per quello che è: un “Centro Servizi per la Commercializzazione e l’Assistenza Tecnica alla Floricoltura”.
Viene oggi coronato il programma politico degli amministratori comunali del 1984 che credettero in questo grande e ambizioso progetto fino a presentarne la richiesta di finanziamento, convinti che avrebbe cambiato i destini della floricoltura terlizzese. Due anni dopo arrivarono 10 miliardi di lire di fondi FIO e fu quello il primo passo verso la costruzione del colosso in cemento armato e acciaio che si immaginava potesse diventare il più grande ed attrezzato mercato all’ingrosso del florovivaismo in Italia, niente a che vedere con il mercato di via Carelli, ormai troppo piccolo per gli oltre 1000 operatori e schiacciato tra città e ferrovia.
La costruzione del Centro Servizi era il naturale sbocco dell’intraprendente imprenditoria terlizzese verso nuovi mercati nazionali ed esteri, in un momento particolarmente florido per l’economia legata al fiore. In quella specie di “astronave” la folta schiera di grandi e piccoli imprenditori del fiore, che aveva fatto la fortuna dell’economia cittadina, vedeva il luogo fisico dove commercializzare in maniera dignitosa il proprio prodotto, ma anche il luogo dove garantirsi servizi all’avanguardia per far crescere le proprie aziende e lanciarle nelle sfide del nuovo millennio.
Sogni infranti nell’immobilismo dei decenni successivi. Infatti, dopo gli altri 10 miliardi di fondi CIPE stanziati nel 1988, bisognerà aspettare il 1998 per vedere investiti i 7,7 miliardi necessari per cominciare a riempire lo scheletro in cemento armato del colosso oramai aggredito dalle intemperie fino a veder cedere anche il tetto che cominciava ad imbarcare acqua (assenza di manutenzione e difetti di costruzione la causa dei cedimenti che portarono il Comune a contrapporsi all’impresa Matarrese in una causa civile tuttora in corso).
Quello che doveva essere il più grande ed attrezzato Mercato del Sud-Italia sembrava fosse condannato a diventare uno dei più imponenti monumenti allo spreco della nostra Nazione, periodicamente espugnato dai ladri e dai vandali, incubo delle amministrazioni comunali, un problema anziché una risorsa.
Nel 2002 attraverso il Consorzio Conca Barese vengono stanziati altri 2 milioni di euro per completare il “Blocco E”, ma la svolta si ha nel 2007, quando con il presidente Vendola si investono nuovamente altri 2,5 milioni di euro nel Centro Servizi, opportunamente inserito tra le opere “strategiche” per l’economia dell’Area Metropolitana di Bari.
Nel 2008 l’Amministrazione Comunale accelera ulteriormente trasferendo l’Ufficio Tecnico ed Agricoltura, nella convinzione che solo vivendo all’interno del Nuovo Mercato si potesse invertire la rotta dell’abbandono e del degrado e si potesse vigilare al meglio sui lavori che nel frattempo erano nuovamente partiti.
Ed è così che dal 2009 il Nuovo Mercato pulsa di vita e dal tetto non piove più, avendo l’Amministrazione Comunale avuto il coraggio di intervenire anche sulla copertura, nonostante il contenzioso, riparandola e rendendo così utilizzabile la piazza centrale dove si effettuerà gran parte della vendita.
Certo, oggi il “Centro Servizi per la Commercializzazione e l’Assistenza Tecnica alla Floricoltura” non è ancora completo, serve ultimare ancora due ali della struttura e l’Amministrazione Comunale ha già candidato il progetto di completamento nel Piano Strategico dell’Area Metropolitana, ma tutta la superficie a piano terra (fatta di box, piazza centrale e sala aste) è pronta per l’utilizzo da parte degli operatori.
Dal 12 ottobre si chiude il Mercato di via Carelli e ci si sposta finalmente nella nuova “casa” del Centro Servizi, più grande e funzionale, all’altezza della fama che Terlizzi ha raggiunto grazie al fiore ed ai suoi imprenditori.
Ora dovranno essere proprio gli imprenditori a farsi protagonisti della conquista di un ruolo di vertice nel panorama nazionale, anche attraverso questa struttura che è realmente all’altezza della sfida. Certo molto ancora andrà fatto per riempirla di contenuti, perché possa veramente garantire assistenza tecnica alla floricoltura e si possano allocare al suo interno servizi all’avanguardia, ma è lavorando insieme che si raggiungono gli obiettivi più ambiziosi.
Gli imprenditori del fiore di Terlizzi sono di fronte a una nuova sfida, paragonabile a quella che li vide artefici delle fortune proprie e della comunità agli inizi degli anni ’60, e la vinceranno se sapranno lavorare con il mondo della Ricerca, con le Istituzioni, con le forze economiche e associative, oltre che per rafforzare il loro ruolo sui mercati nazionali e internazionali, anche per un nuovo modello di gestione del “Centro Servizi per la Commercializzazione e l’Assistenza Tecnica alla Floricoltura”, che non sia più a sola conduzione comunale.
Oggi il Nuovo Mercato è già sede del Distretto Florovivaistico Pugliese, domani potrebbe essere il crocevia dello sviluppo della floricoltura del meridione d’Italia.

Centro servizi per la commercializzazione e l’assistenza tecnica alla floricoltura
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